Riforma TFR 2026: cosa cambia davvero

Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore una modifica profonda alla disciplina della destinazione del Trattamento di Fine Rapporto.

La riforma – introdotta dalla Legge n. 199/2025 – cambia il meccanismo di scelta e rafforza il ruolo della previdenza complementare.

La disciplina precedente rappresenta solo il punto di partenza. È la nuova impostazione che incide in modo concreto sulle scelte dei lavoratori e sulla gestione aziendale del TFR.


Il nuovo principio: adesione automatica alla previdenza complementare

Con la riforma, il sistema non si basa più su un semplice silenzio-assenso “neutro”.

Per i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026:

  • il TFR maturando viene automaticamente destinato al fondo pensione collettivo previsto dalla contrattazione applicabile;

  • in assenza di accordi collettivi, la destinazione avviene al Fondo Cometa, individuato ex lege;

  • il lavoratore ha 60 giorni dall’assunzione per:

    • scegliere un altro fondo;

    • mantenere il TFR in azienda (art. 2120 c.c.).

Il meccanismo diventa quindi automatico ma reversibile entro un termine breve.


Nuove soglie dimensionali e Fondo Tesoreria INPS

Se il lavoratore decide di mantenere il TFR “in azienda”, occorre considerare le soglie dimensionali:

  • oltre 60 dipendenti (periodo 2026–2027),

  • oltre 50 dipendenti (2028–2031),

  • oltre 40 dipendenti (dal 2032),

il TFR confluisce nel Fondo di Tesoreria INPS.

Questo significa che la scelta di “lasciarlo in azienda” non implica sempre una gestione diretta da parte del datore di lavoro.


Nuove modalità di erogazione della pensione complementare

Le somme accumulate nei fondi pensione potranno essere erogate:

  • sotto forma di rendita vitalizia;

  • fino al 60% in capitale (il restante 40% in rendita);

  • interamente in capitale se il montante è inferiore al 50% dell’assegno sociale;

  • con possibilità di rendita a durata definita.

Si amplia quindi la flessibilità nella fase di uscita.


Cosa devono fare oggi i datori di lavoro

Per le imprese, la riforma del TFR 2026 non è solo un tema previdenziale, ma un tema organizzativo e di compliance.

Dal 1° luglio 2026 i datori di lavoro dovranno:

  • aggiornare le procedure di assunzione;

  • predisporre informative chiare e documentate;

  • monitorare il termine dei 60 giorni;

  • coordinare correttamente ufficio paghe e consulente del lavoro;

  • verificare l’impatto sulle soglie dimensionali;

  • gestire correttamente la destinazione al Fondo Tesoreria INPS.

Una gestione non strutturata può generare errori contributivi, contestazioni o criticità ispettive.

Per questo è fondamentale predisporre procedure interne e flussi amministrativi coerenti con la nuova disciplina prima della sua entrata in vigore.

Sinergia Hub affianca le imprese nell’adeguamento operativo alla riforma, supportando HR, amministrazione del personale e consulenti del lavoro nella gestione corretta del TFR 2026.


Se avete bisogno di ulteriori chiarimenti o di una consulenza su questi o altri argomenti non esitare a contattarci, lascia i contatti sul nostro sito per essere ricontattato.

 

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