Scadenze fiscali settembre 2026: cosa devono verificare imprese e professionisti

28 Settembre 2026 —SinergiaStaff

Settembre fiscale 2026: gli adempimenti di fine mese per imprese e professionisti

Settembre è tradizionalmente uno dei mesi più intensi sul fronte fiscale. Dopo la ripresa delle attività successive alla pausa estiva, imprese, professionisti e società devono confrontarsi con versamenti, comunicazioni IVA e adempimenti che anticipano l’ultimo trimestre dell’anno.

Per il 2026, il calendario dell’Agenzia delle Entrate concentra una parte significativa delle scadenze nella giornata del 30 settembre.

Non tutte riguardano indistintamente qualsiasi impresa: alcuni adempimenti interessano la generalità dei soggetti IVA, mentre altri sono rilevanti soltanto per gruppi societari, imprese che operano all’estero o determinate categorie di enti.

Il punto fondamentale, quindi, non è soltanto conoscere le scadenze, ma capire quali riguardano concretamente la propria attività.

30 settembre: comunicazione delle liquidazioni IVA del secondo trimestre

Uno degli adempimenti più rilevanti per imprese e professionisti è la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, comunemente indicata come LIPE.

Entro il 30 settembre 2026, i soggetti passivi IVA interessati devono trasmettere i dati relativi alle liquidazioni effettuate nel secondo trimestre del 2026.

La comunicazione riguarda quindi il periodo aprile-giugno e consente all’Agenzia delle Entrate di confrontare periodicamente i dati dichiarati dal contribuente con versamenti e altre informazioni già presenti nei propri sistemi.

Che cos’è la LIPE

La comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA riepiloga le principali informazioni relative al calcolo dell’imposta nel periodo di riferimento.

In termini pratici, permette di comunicare all’Amministrazione finanziaria dati come:

  • IVA a debito derivante dalle operazioni effettuate;
  • IVA detraibile sugli acquisti;
  • eventuali crediti provenienti dai periodi precedenti;
  • importo finale dell’IVA da versare o del credito maturato.

Non si tratta quindi di una nuova imposta.

È un adempimento informativo che accompagna il normale sistema di liquidazione dell’IVA e che deve essere coordinato con la contabilità aziendale, le fatture elettroniche e i versamenti già effettuati.

Per le imprese è importante che i dati trasmessi siano coerenti con le registrazioni contabili e con quanto effettivamente versato tramite modello F24.

Attenzione agli errori prima dell’invio

La scadenza della LIPE rappresenta anche un momento utile per effettuare un controllo della posizione IVA dell’impresa.

Prima della trasmissione è opportuno verificare:

  • corretta registrazione delle fatture emesse;
  • corretta contabilizzazione delle fatture ricevute;
  • eventuali note di credito;
  • operazioni con reverse charge;
  • crediti IVA provenienti da periodi precedenti;
  • versamenti effettuati;
  • eventuali differenze tra contabilità e fatturazione elettronica.

Un errore nella comunicazione non determina necessariamente una maggiore imposta dovuta, ma può generare anomalie che successivamente richiedono correzioni o chiarimenti.

Per questo motivo la LIPE non dovrebbe essere considerata un semplice invio automatico.

È anche un’occasione per verificare che la contabilità dei primi sei mesi dell’anno sia correttamente allineata.

Imprese che acquistano beni o servizi all’estero: rimborso IVA entro il 30 settembre

La stessa data assume particolare importanza anche per le imprese italiane che hanno sostenuto spese in altri Stati membri dell’Unione europea.

Il 30 settembre 2026 scade infatti il termine per presentare la richiesta di rimborso dell’IVA assolta in un altro Stato membro in relazione a beni e servizi acquistati o importati.

Il tema può riguardare, ad esempio, imprese che nel corso dell’attività sostengono all’estero spese per:

  • fiere e manifestazioni;
  • trasferte;
  • servizi professionali;
  • noleggi;
  • acquisto di determinati beni;
  • altre operazioni effettuate in ambito europeo.

La presenza di IVA estera su una fattura non significa però automaticamente che l’imposta possa essere recuperata.

Occorre verificare la normativa dello Stato nel quale l’IVA è stata applicata e la natura dell’operazione.

Perché il rimborso dell’IVA estera viene spesso trascurato

Nella pratica, soprattutto nelle PMI, le fatture relative a trasferte o acquisti effettuati all’estero possono essere contabilizzate senza verificare se l’IVA pagata possa essere recuperata.

Su singoli documenti gli importi possono sembrare ridotti.

Quando però un’azienda partecipa frequentemente a fiere, invia personale all’estero oppure acquista servizi in diversi Paesi europei, il valore complessivo può diventare significativo.

È quindi utile effettuare un controllo delle fatture estere dell’esercizio precedente prima della scadenza.

Il recupero dell’IVA può rappresentare un beneficio finanziario concreto e, soprattutto, evita di trasformare un’imposta potenzialmente recuperabile in un costo definitivo per l’impresa.

Gruppo IVA: entro settembre la scelta per il 2027

Il 30 settembre rappresenta una data importante anche per le imprese appartenenti a gruppi societari.

I soggetti passivi IVA stabiliti in Italia che presentano congiuntamente i requisiti previsti dalla normativa possono esercitare l’opzione per costituire un Gruppo IVA con efficacia dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Per ottenere efficacia dal 1° gennaio 2027, la relativa dichiarazione deve quindi essere presentata entro il 30 settembre 2026.

Che cos’è il Gruppo IVA

Il Gruppo IVA consente a più soggetti giuridicamente distinti, ma strettamente collegati sotto il profilo finanziario, economico e organizzativo, di operare ai fini IVA come un unico soggetto passivo.

In termini semplici, diverse società continuano a esistere autonomamente dal punto di vista civilistico e societario, ma vengono considerate unitariamente sotto il profilo dell’imposta sul valore aggiunto.

La scelta può produrre effetti importanti soprattutto nei gruppi nei quali esistono numerose operazioni interne.

Non si tratta però di una soluzione conveniente in qualsiasi situazione.

I tre collegamenti richiesti

Per poter costituire un Gruppo IVA devono sussistere contemporaneamente specifici vincoli:

  • finanziario;
  • economico;
  • organizzativo.

Il vincolo finanziario riguarda essenzialmente il rapporto di controllo tra i soggetti.

Quello economico riguarda invece lo svolgimento di attività dello stesso genere, complementari o comunque collegate.

Il vincolo organizzativo è legato alla presenza di un coordinamento tra gli organi decisionali delle imprese interessate.

Prima di esercitare l’opzione è quindi necessario analizzare concretamente la struttura del gruppo.

Perché valutare il Gruppo IVA prima della scadenza

La costituzione di un Gruppo IVA può incidere profondamente sull’organizzazione amministrativa e fiscale delle società coinvolte.

Tra gli aspetti da analizzare rientrano:

  • numero e valore delle operazioni infragruppo;
  • struttura delle partecipazioni;
  • detraibilità IVA delle singole società;
  • modalità di fatturazione;
  • gestione amministrativa centralizzata;
  • eventuali crediti IVA;
  • effetti dell’ingresso o dell’uscita di società dal perimetro del gruppo.

Per questo motivo la decisione non dovrebbe essere presa esclusivamente sulla base della prossimità della scadenza.

Il 30 settembre deve essere considerato il punto finale di una valutazione fiscale e societaria più ampia.

Il 16 settembre ha concentrato gran parte dei versamenti periodici

Il calendario fiscale di settembre ha avuto un’altra data particolarmente rilevante: 16 settembre 2026.

In quella giornata erano concentrati numerosi adempimenti periodici, tra cui versamenti IVA, ritenute e rate relative alle imposte risultanti dalle dichiarazioni.

Per i contribuenti IVA mensili, ad esempio, il 16 settembre era previsto il versamento dell’IVA relativa al mese di agosto.

L’Agenzia delle Entrate ricorda inoltre che, quando l’importo dell’IVA periodica dovuta non supera 100 euro, il pagamento può essere rinviato al periodo successivo secondo le condizioni previste dalla normativa e comunque entro il limite stabilito per l’anno.

La stessa giornata comprendeva inoltre numerose rate relative a IRPEF, IRES, IRAP, imposte sostitutive e saldo IVA per i contribuenti che avevano scelto la rateizzazione.

Rateizzazione delle imposte: attenzione agli interessi

Per le imprese che hanno scelto di rateizzare le somme risultanti dalla dichiarazione, settembre rappresenta quindi uno dei mesi intermedi del piano di pagamento.

Le rate successive alla prima prevedono l’applicazione degli interessi nelle misure stabilite in relazione alla data e alla modalità con cui è stato effettuato il primo pagamento.

Ad esempio, per alcuni contribuenti che hanno effettuato il primo versamento entro il termine maggiorato, il calendario di settembre prevede rate sulle quali si applicano specifici interessi.

È quindi importante distinguere tra:

  • importo originario dell’imposta;
  • eventuale maggiorazione collegata al differimento;
  • interessi sulle singole rate.

Questo permette anche di evitare differenze tra l’importo effettivamente dovuto e quello indicato nei modelli F24 predisposti.

30 settembre e dichiarazione 730

Il 30 settembre rappresenta inoltre la scadenza per la presentazione del modello 730/2026.

L’adempimento interessa principalmente lavoratori dipendenti, pensionati e soggetti che possono utilizzare questa dichiarazione, e non costituisce quindi una scadenza tipicamente aziendale.

Può però interessare direttamente imprenditori e professionisti quando percepiscono anche redditi compatibili con l’utilizzo del modello oppure, più frequentemente, i loro dipendenti e collaboratori.

Per chi trasmette autonomamente la dichiarazione precompilata all’Agenzia delle Entrate, il termine è fissato al 30 settembre 2026.

Enti del Terzo Settore e 5 per mille

La fine di settembre interessa anche il mondo degli enti non profit.

Gli Enti del Terzo Settore che non hanno effettuato nei termini ordinari l’accreditamento al 5 per mille 2026, in presenza dei requisiti richiesti, possono utilizzare la procedura di remissione in bonis entro il 30 settembre 2026.

La regolarizzazione comporta il versamento di 250 euro mediante modello F24 ELIDE e l’effettuazione dell’accreditamento attraverso il RUNTS secondo le modalità previste.

Una disciplina analoga interessa anche alcune Associazioni Sportive Dilettantistiche che non hanno effettuato tempestivamente la domanda di iscrizione.

Anche in questo caso il termine per la regolarizzazione è fissato al 30 settembre e il versamento previsto è pari a 250 euro.

Non tutte le scadenze riguardano tutte le imprese

Uno degli errori più frequenti quando si parla di calendario fiscale consiste nel trasformare ogni scadenza in un obbligo generalizzato.

Non è così.

Un’impresa italiana che opera soltanto sul mercato nazionale, ad esempio, potrebbe non avere alcun interesse per il rimborso IVA comunitario.

Una SRL indipendente non appartenente a un gruppo non dovrà occuparsi dell’opzione per il Gruppo IVA.

Un’impresa mensile e una trimestrale possono inoltre avere calendari differenti per alcuni versamenti.

Per questo motivo la corretta gestione fiscale parte sempre dall’inquadramento del singolo contribuente.

Cosa dovrebbero verificare le imprese prima del 30 settembre

Considerando le principali scadenze ancora aperte, negli ultimi giorni del mese può essere utile effettuare un controllo su alcuni punti.

1. Liquidazioni IVA

Verificare che i dati del secondo trimestre siano completi e coerenti prima della trasmissione della LIPE.

2. Fatture estere

Controllare eventuali fatture con IVA pagata in altri Paesi UE per capire se esistono importi recuperabili.

3. Struttura societaria

Per gruppi di imprese, valutare tempestivamente se esistono i presupposti e la convenienza per l’opzione Gruppo IVA dal 2027.

4. Versamenti già effettuati

Controllare le rate fiscali pagate durante il mese e verificare la corretta applicazione degli interessi.

5. Posizione fiscale complessiva

Settembre è anche un buon momento per confrontare versamenti, contabilità e dichiarazioni prima dell’ultimo trimestre dell’anno.

Settembre come verifica fiscale di metà anno

La fine di settembre non dovrebbe essere vista soltanto come una successione di termini amministrativi.

Per le imprese rappresenta anche un momento utile per effettuare una verifica più ampia sulla gestione fiscale dell’anno in corso.

A questo punto dell’esercizio sono infatti già disponibili diversi mesi di dati relativi a fatturato, costi, IVA e andamento economico.

Questo permette di iniziare a valutare:

  • risultato economico previsto a fine anno;
  • imposte attese;
  • disponibilità di eventuali crediti fiscali;
  • situazione IVA;
  • investimenti ancora programmabili;
  • eventuali criticità nella contabilità;
  • necessità di organizzare la liquidità per le scadenze successive.

Aspettare dicembre per effettuare queste verifiche può lasciare poco spazio per intervenire.

Un controllo effettuato già alla fine di settembre consente invece di affrontare l’ultimo trimestre con informazioni più precise.

Fisco e imprese: l’importanza di una gestione preventiva

La gestione fiscale non dovrebbe limitarsi al pagamento delle imposte quando arriva una scadenza.

Per una PMI, pianificare significa conoscere in anticipo versamenti, dichiarazioni e comunicazioni, ma anche comprendere come le scelte societarie e operative incidano sul carico fiscale e sulla liquidità.

Le scadenze del 30 settembre 2026 mostrano bene questa differenza.

Accanto ad adempimenti periodici come la LIPE troviamo infatti strumenti come il rimborso dell’IVA estera o il Gruppo IVA, che richiedono una valutazione più strategica.

Il punto non è quindi soltanto rispettare una data, ma utilizzare correttamente gli strumenti fiscali disponibili e mantenere allineati contabilità, struttura societaria e attività dell’impresa.

Per imprese e professionisti, gli ultimi giorni di settembre rappresentano quindi l’occasione per chiudere gli adempimenti ancora aperti e iniziare a programmare con maggiore precisione l’ultima parte del 2026.

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